Chi sono

Mi chiamo Alessandra dalla Vecchia e vivo in un piccolo paese di collina, in provincia di Vicenza. La mia casa è immersa nel verde, un colore che ho sempre amato perché trasmette pace, serenità e quella sensazione di protezione che solo la natura sa offrire. Il nome del mio progetto, Animo DiVino, racchiude tutto ciò che sento dentro un calice di vino: “Animo” è lo spirito che anima un territorio, le vigne e i suoi frutti; ma soprattutto quello delle persone che li coltivano con passione, giorno dopo giorno. L'armonia e la sinergia che terra e uomo possono creare insieme si trasformano in vino. In tre parole Animo Di Vino

Sono Alessandra Dalla Vecchia, in arte Animo DiVino: Sommelier, Wine Hospitality Specialist e Content Creator.​

Il mio percorso

Dopo più di vent’anni di lavoro in azienda e in banca, ho deciso di seguire il mio cuore e trasformare una grande passione in un nuovo percorso di vita: mi sono diplomata come Sommelier AIS.
Successivamente ho conseguito il WSET Level 2 Award in Wine, una qualifica internazionale che mi ha permesso di approfondire la conoscenza del vino a livello globale.
Ho poi frequentato un Corso Executive sull’Ospitalità e gli Eventi del Vino presso la CUOA Business School di Vicenza, convinta che l’accoglienza in cantina sia uno dei più autentici biglietti da visita per ogni azienda vitivinicola e lo strumento migliore per creare una profonda connessione emotiva e culturale tra enoturista, vino e territorio.

Oggi sono anche Veneto Creator 3.0 insieme ad altri 100 colleghi professionisti: raccontiamo il territorio attraverso la nostra creatività digitale e in sintonia con le principali istituzioni.

La mia storia

La mia passione per il vino, però, affonda le radici molto più lontano.

Avevo solo sei anni quando accompagnavo mio padre nei suoi viaggi enologici nelle migliori cantine del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Il ricordo è molto piacevole, perchè erano viaggi dove si scoprivano nuove zone vitivinicole con il loro territorio e i loro incantevoli paesaggi, antiche tradizioni locali legate alla coltura della vite che mio padre naturalmente confrontava sempre con le nostre.     Un momento magico era la degustazione in cantina, dove osservavo e rimanevo assorta ad ascoltare la descrizione dei vini, fino ad arrivare all’acquisto, che consisteva in grandi damigiane di vetro, di un verde così  intenso, che il colore del vino  non riuscivo nemmeno a distinguerlo!

La damigiana comportava l’imbottigliamento in casa, un vero e proprio rito che veniva ben pianificato:  si sceglieva il giorno in base alle fasi lunari, al sole, alla temperatura e persino al vento, che doveva essere rigorosamente assente.
Ricordo ancora la gioia di scrivere a mano le etichette: Sauvignon, Picolit, Ramandolo, Prosecco, Soave… le bottiglie poi venivano riposte con cura nella cantina, adagiate orizzontalmente negli scaffali. Per la me bambina era pura felicità.

Oggi l’emozione che provo in ogni sorso di vino mi porta a raccontarvi le storie delle cantine e dei loro protagonisti, i segreti  delle loro terre e le peculiarità dei loro prodotti, incontrando personalmente il produttore e toccando con mano la loro realtà, accompagnandovi in un viaggio sensoriale alla scoperta di ciò che potrete scoprire voi stessi, nel vostro calice.

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The success of Yoga does not lie in the ability to perform postures but in how it positively changes the way we live our life and our relationships.